Pane fresco artigianale:
ricerca, territorio e imprese a confronto
Scienza, tradizione e politiche pubbliche insieme per valorizzare la filiera e il ruolo sociale del prezioso alimento quotidiano nell’incontro conclusivo del bando regionale
Si è svolta giovedì 19 febbraio 2026, a Bologna, la giornata dedicata al pane fresco artigianale e alla sua filiera, momento conclusivo dei progetti finanziati dal “Bando della Regione Emilia-Romagna per la valorizzazione del pane e dei prodotti da forno 2025-2026”, promosso dalla Regione Emilia-Romagna.
L’iniziativa, ospitata dall’A.G.E.R. Borsa Merci Bologna, ha riunito istituzioni, mondo della ricerca, università e associazioni di categoria, mettendo al centro non solo il prodotto pane, ma il suo valore nutrizionale, economico e culturale.
La mattinata si è aperta con la visita tecnica all’A.G.E.R Laboratorio, nell’area del CAAB Centro Agro Alimentare Bologna, dove i partecipanti hanno potuto osservare le attività di analisi su cereali e farine: controlli qualitativi, caratteristiche tecnologiche e studio delle materie prime.
A seguire, nella sala “Taormina” all’interno di Grand Tour Italia, si è aperto il seminario con gli interventi istituzionali di Cristina Maselli e Davide Poli che hanno evidenziato come il bando rappresenti un investimento strategico: sostenere il pane fresco significa sostenere salute, artigianato e identità territoriale.
La prima parte dell’incontro ha dato voce al mondo scientifico con la ricercatricie Anna Maria Mastrangelo del CREA Centro di ricerca cerealicoltura e colture industriali che ha illustrato l’evoluzione della filiera grano-pane: nuove varietà di frumento più resilienti, migliore qualità tecnologica delle farine e innovazioni nei processi produttivi capaci di aumentare digeribilità e valore nutrizionale.
Il tema salute è stato approfondito da Sergio Gatti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore che ha evidenziato il ruolo del pane fresco nella dieta quotidiana, sottolineando come fermentazione e tempi di lavorazione incidano direttamente sull’assimilazione dei nutrienti.
A completare il quadro scientifico, Vincenzo Brandolini Professore dell’Università di Ferrara che ha approfondito la chimica degli alimenti: maturazione degli impasti, attività enzimatica e struttura proteica spiegano perché il pane artigianale sia spesso più digeribile rispetto ai prodotti industriali.
La tavola rotonda ha riunito i rappresentanti delle associazioni del settore, aperta da Salvatore Asta – Vice Presidente dell’Associazione Panificatori di Bologna e provincia, con la partecipazione di Glauco Bianchi – CNA Agroalimentare Emilia-Romagna, Davide Cupioli – Confartigianato Panificatori, Alessandro Partigiani – Assopanificatori Confesercenti Ferrara, Valerio Filetti – Presidente Ager e Paolo Parisini – ConfagriBio. Dal confronto è emersa una linea comune: il pane fresco quotidiano non è solo produzione alimentare, ma presidio sociale. Le imprese chiedono continuità nelle politiche di sostegno, educazione alimentare e riconoscimento del valore del prodotto artigianale rispetto alle alternative industriali a lunga conservazione.
L’iniziativa ha rappresentato un punto d’incontro tra sapere scientifico e sapere artigiano. È emerso chiaramente che innovare non significa abbandonare la tradizione, ma comprenderla meglio: dalla ricerca sul grano alle tecniche di fermentazione, fino al rapporto con il consumatore. Il pane, alimento quotidiano per eccellenza, continua così a raccontare il territorio e proprio dal dialogo tra istituzioni, università e imprese passa la sua prospettiva futura: sostenibile, consapevole e profondamente legata alla comunità.















